les îles de Sidi  
video installazione
Marocco
2026
‘7

Tra bassa e alta marea, tra santuario e costa, lʼisola di Sidi Abdel Rahman diventa un teatro di voci, dove la leggenda del marabutto, i rituali dei suoi pellegrini, le pratiche della magia nera e i rumori delle trasformazioni urbane si intrecciano

Il progetto nasce per la residenza ARKANE e si inserisce nel tema La Voie de lʼAtlantique, esplorando il rapporto tra memoria, spiritualità e trasformazioni urbane. LʼIsola di Sidi Abdel Rahman, al confine tra oceano e città, custodisce la leggenda del marabutto. Abderrahmane, trasferitosi da Baghdad a Casablanca, scelse lʼisolotto per ritirarsi dalla vita mondana, prediligendo la solitudine e la natura. Uomo pio e generoso, amava il contatto con il mare e la preghiera; la sua tomba divenne meta di ziyara (pellegrinaggi), rituali, preghiere, offerte simboliche e gesti di cura. Il culto dei marabutti ha rappresentato per secoli una componente fondamentale della religiosità popolare marocchina. Figure carismatiche dotate di baraka (benedizione divina) offrivano protezione, guarigione e consigli. Lʼisolotto ha assunto una valenza simbolica come confine tra mondo materiale e spirituale. Tuttavia, la fama del sito era legata anche a pratiche meno ortodosse, tra cui la magia nera e la divinazione, contribuendo a creare unʼimmagine ambivalente: centro di spiritualità autentica e luogo controverso agli occhi dellʼIslam più ortodosso, che considera tali pratiche shirk (peccaminose). Negli anni il sito ha subito profondi lavori di urbanistica che hanno trasformato lʼintera area, distruggendo il villaggio informale circostante ed evidenziando la tensione tra tradizione e modernità.